JOURNAL
Etna, tre giorni sospeso nel silenzio. Il racconto di Renzo Recanzone
Ci sono luoghi che sembrano appartenere a più mondi contemporaneamente. L’Etna è uno di questi: una montagna che respira mare e cielo, fuoco e ghiaccio. Ed è proprio lì, nel cuore dell’inverno, che si è vissuta un’avventura destinata a restare impressa tra le più intense.

Che avventura era?
Renzo. “Era metà febbraio 2023, dopo una perturbazione storica sull’Etna. Tutto era bloccato, tutto chiuso, e noi sciavamo al tramonto su un firn spettacolare, con la sensazione che il mondo si fosse fermato.”
Una scena sospesa tra luce e silenzio: la neve che si tinge d’oro, il vulcano che si addormenta, e la sensazione rara di essere nel posto giusto, nel momento perfetto.
Perché per te è stata una giornata speciale?
Renzo. “Perché era tutto perfetto. In tre giorni abbiamo incontrato soltanto tre persone, immersi in metri di neve con lo sguardo rivolto verso il mare. Un’esperienza surreale che ancora oggi mi fa venire i brividi: sicuramente i miei tre giorni sugli sci più belli di sempre.”
Non serve molto per capire che l’Etna, in quei giorni, non era solo una montagna: era un mondo a sé, sospeso nel tempo, dove la natura tornava a dettare ogni ritmo.

Cosa porti sempre con te in montagna?
Renzo. “La voglia di godermi la giornata: a volte con una birra, a volte con il divertimento, a volte con la fatica… ma qualcosa c’è sempre.”
Un approccio semplice e autentico, che riassume l’essenza dell’andare in montagna: trovare il piacere in ogni condizione, che sia nella leggerezza o nella fatica.
Cosa significa per te “libertà” in montagna?
R. “Per me significa avere la possibilità di fare quello che voglio.”
Una libertà che non ha bisogno di grandi definizioni: è il gesto puro, la scelta consapevole, l’attimo in cui la montagna diventa spazio per respirare davvero.

Se dovessi descriverti con una parola, quale sarebbe?
R. “In montagna, paziente. Ma solo lì.”
Forse è proprio questa pazienza, rara e preziosa a rendere uniche giornate come quelle vissute sull’Etna. La capacità di attendere il momento giusto, di osservare, di lasciarsi sorprendere dal silenzio di una montagna che incontra il mare.
